Pomodoro confit

Semina

Gli agricoltori di Valledolmo da svariate generazioni portano a termine il ciclo di maturazione del pomodoro senza apporto di acqua. Il pomodoro siccagno, rosso e succoso, viene coltivato in pieno campo senza alcuna irrigazione e da questo procedimento deriva il suo nome. È una coltura primaverile estiva: un tempo si seminava il pomodoro per San Giuseppe, il 19 marzo, oggi viene praticato il trapianto in pieno campo di piantine realizzate in serra. Durante la coltivazione si effettuano limitati interventi colturali allo scopo di mantenere la terra umida e priva di erbe infestanti ma non sono necessari trattamenti parassitari. L’assenza di irrigazione e il particolare clima del comprensorio valledolmese, con buoni livelli di umidità dell’atmosfera anche nel periodo estivo, equilibrano il processo di evapo-traspirazione, determinano l’ispessimento dei tessuti a palizzata delle foglie e riducono l’apertura degli stomi, cui consegue un limitato consumo di acqua.

 

Raccolta

La prima raccolta avviene già alla fine di luglio e si protrae sino a meta settembre. La sua lavorazione è differente a seconda del risultato che si vuole ottenere.
Il Pomodoro confit viene prima inciso leggermente, poi sbollentato per pochi secondi e i immerso nell’acqua ghiacciata per fermare la cottura. Spellato, tagliato a metà e privato dei semi viene messo in forno a temperature bassissime condito con scorzetta di limone, timo sfogliato e lavato, sale, olio extra vergine d’oliva e un po’ di zucchero a velo.


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