Leonforte

Leonforte è un piccolo centro, posto in mezzo agli Erei, fondato nel 1610 da Nicolò Placido Branciforti, con «licentiapopulandi», che pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto «in fortitudine bracchiitui») ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622. La città si ingrandì subito e oltre all’agricoltura si svilupparono attività artigianali connesse alla produzione di manufatti in terracotta e alla concia delle pelli, produttive come la gualchiera di panni di feltro e nell’800 sorsero anche una filanda ed alcune miniere di zolfo. Nel 1852 la città ed ogni beneficio vennero acquistate dai conti Li Destri di Bonsignore. L'economia odierna è basata prevalentemente sul terziario, mentre quella agricola sulle colture del grano, dell’olivo, della «fava larga» e della pesca settembrina. La fava ancora oggi utilizzata in rotazione con il frumento per arricchire naturalmente i terreni di azoto, e la pesca, che ad una ad una, per protezione dai parassiti, viene avvolta in sacchetti di carta fino al momento della raccolta in giugno, conferendo al paesaggio collinare un aspetto insolito e suggestivo. Le attività commerciali, artigianali ed imprenditoriali si avviano verso un sempre maggiore sviluppo relazionandosi a realtà e settori di nuova espansione. Tuttora l'agricoltura riveste un ruolo molto importante nell’economia locale. Diverse sono le attrattive artistiche e architettoniche della cittadina: in primis la Granfonte, il simbolo di Leonforte, è una splendida fontana barocca con 24 cannelle dalle quali sgorga acqua purissima; il Giardino delle Ninfe è un altro mirabile esempio di fontana barocca; il palazzo Branciforti, antica residenza del principe, la chiesa Madre intitolata a Giovanni Battista, la chiesa di Santo Stefano e la magnifica opera di Pietro Novelli, L’elezione di Mattia Apostolo, posta presso il convento dei Cappuccini.


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